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September 07 quel che resta dello spirito atleticoIl mio spirito atletico va' scemando stretto come un fiume tra gli argini troppo vicini del tempo che devo dedicare alla famiglia e al lavoro. Di cui almeno la prima è piacevole e ricca di soddisfazioni. Mi restano i bei ricordi del mio passato da atleta: il sudore sulle braccia, la canottiera appiccicata al petto, le ginocchia sbucciate, il fiato corto, le cosce calde per i repentini scatti... La squadra, gli amici, le chiacchere durante le trasferte, i pranzi le cene del dopo partita... Insomma tutta la “panchina”. Lo stato fisico migliore l'ho sempre provato al termine del campionato, comunque esso sia andato, sensazioni di un fisico leggero e pronto, ti senti in grado di poter fare qualsiasi cosa. Molti si sentono dei leoni, ma a me questo non è mi capitato, piuttosto mi sentivo come ghepardo affusolato dall'andamento soffice, dal guizzo repentino, con il riflesso pronto e anche nella quiete lo sguardo attento. Ora son una parodia di un gatto da appartamento, viziato e senza curiosità, dedito alla poltrona, allo stiracchiarsi e alle fusa. Che osserva l'attività fisica come un ricco snob osserva il mendicante. Mi limito a guardare lo sport, entusiasmarmi e sognare ad occhi aperti ciò un tempo praticavo. E mi vergogno di me stesso, dell'apatia che lascio che ossidi lentamente e inesorabilmente la mia voglia di fare. Di continuo mi ripropongo di riprendere, cercare una squadra, fare un giro per le palestre, informarmi sugli orari delle piscine... ma è solo un intenzione che muore non appena penso agli orari disponibili, o no appena sfioro un libro o il telecomando. Non so' se fortunatamente o sfortunatamente il mio fisico, almeno esteriormente, sembra non risentirne. Perché se da un lato il mio peso non è cambiato e non ho messo su i classici fastidiosi rotolini di ciccia, dall'altro non ci sono segni visibili che mi spingano a riprendere gli allenamenti. Mi resta la speranza di poter tornare a sentire quel sapore quanto prima... Voi come vi sentite? cuba libroRispondo ad una catena che mi ha inviato un'amico bolggerista
Il mio cosiglio per gli altri bloggers è quello di leggere due ordini di libri
il primo deve rispecchiare i propri gusti e non c'è nulla dimeglio di farsi consiglire dagli amici e il secondo è quello di leggere un genere completamente nuovo e sconosciuto che susciti altri interessi
Il mio ultimo acquisto di libro è stato circa due anni fa' perchè, da quella data stò iniziando a leggere i libri di Gioj, che ha gusti totalmenti diversi dai miei
Voi che consigli daresti agli altri blogger sui libri che vi sono piaciuti?
Qual'è l'ultimo libro che avete letto e quello comprato? Le mie nuvoleLe nuvole
Fermarsi a guardare le nuvole... Che passando modificano il loro aspetto, è sempre stata una delle mie passioni.
Mi piacciono quelle bitorzolute, con sbuffi, simili alla panna montata sulle torte di compleanno.
E come nel gioco delle immagini nascoste “ci vedo di tutto”, libero la mente e lascio che le loro forme mutevoli facciano saltar fuori i miei ricordi.
Ma la cosa che mi piace di più, è vedere che alcune di loro prendono la forma di caratteristiche caricatturali delle persone che conosco.
Vi siete mai soffermati a guardare le nuvole e avete mai visto in esse qualcosa? July 04 SaggioIl 30 giugno abbiamo esordito con il saggio all'Anfiteatro Romano. Ovviamente non eravamo i soli, una baraonda di maestri e istruttori delle Palestre Evergreen e University si sono presentati con i loro allievi. L'intenzione era quella di divertirci il più possibile, ma come purtroppo temevo gli altri maestri che, forse, insegnano danze un po' più nobili della Salsa cubana, hanno voluto fare uno spettacolo suggestivo... Già la Salsa cubana non si addice al palcoscenico, almeno secondo me... In più, la mia personale idea è questo tipo di danza debba essere utilizzata solo per divertirsi. Ma, anche la palestra per vivere deve adeguarsi al commercio e allestire della pubblicità, percui vada per il saggio, anche contro la mia volontà. La nostra piccola parte, di 10 minuti, era composta di due canzoni, la prima ballata da Mary e me, la seconda era una rueda con tutti gli allievi. Il gruppo era tra i più misti possibile... allievi della palestra di Quartucciu, allievi del corso intermedio e principianti dell'Evergreen, e infine anche i non allievi. Ho voluto dare il minor carico di lavoro possibile ai partecipanti, forse vi sono riuscito; la musica era lenta, sufficientemente corta da non ammorbare gli spettatori e infine le figure chiamate durante la rueda erano tra le più semplici. Son rimasto soddisfatto enormemente degli allievi che hanno intuito lo spirito, anche se, come prevedibile, erano rallentati dallo stress da prestazione. Non volevo chiedere di più e li ringrazio enormemente per la pazienza e la disponibilità. Gli effetti sulla mia pelle: Il saggio è simile ad un esame universitario, ma se del secondo si è responsabili solo della propria mente e della preparazione creata in mesi di studio, del primo si è responsabili anche delle menti e del corpo degli allievi. La responsabilità è relativa, ma in ogni caso si sente il carico d'essa. Si sa' che l'uomo è strano, e nei momenti di difficoltà cerca sempre una guida, anche se questa non è all'altezza. Ecco qual'è il carico per gli istruttori durante il saggio, vieni investito da questa esigenza degli allievi che sperano che non li guidi al macello. Devi essere necessariamente freddo, mostrare tranquillità per infonderne agli altri, e dare risposte secche e senza esitazioni. Non avete idea della inadeguatezza della mai persona a fare ciò... Io, che non sono mai sicuro di quello che faccio o di quello che dico, che ho bisogno di meditare su tutto e necessito di analisi lente degli eventi. Insomma mi sentivo come un tasso nel corpo del capo branco dei lupi. Tutti speravano che ululassi alla luna e li portassi all'accerchiamento della preda, e invece la mia voglia era quella di cercare insieme delle ottime bacche, qualche insetto e pasteggiare avvolti nella pelliccia facendo le fusa. Adeguato o no, ligio al dovere che sempre più spesso la vita mi costringe a far ciò che devo rispetto a ciò che voglio, ho schiarito l'ugola e portato gli affamati lupi alla conquista del palco. La preda non era la più grassa, ma hanno saziato la sete di caccia... AUUUUUUU!!! più che un lupo son Willy in coyote! June 22 La scatola dei segretiLa scatola dei miei ricordi... Non so se tutti hanno una scatola PRIVATISSIMA, dei propri ricordi. Io ne ho una. Non entusiasmatevi, nel pensare che ne avete una anche voi!! Alla fine di questo breve scritto potreste non amare di possederla. La mia "scatola dei ricordi" è di consistenza immateriale. Proprio perché altamente privata voglio che sia solo mentale, perché nessuno possa accedervi, perché non abbia codici di sicurezza da violare, perché non abbia sbarre da poter divellere. Nella mia scatola ci sono molti ricordi; di emozioni, di sensazioni e anche segreti, di cui voglio godere solo io e alcuni che voglio nascondere anche a me stesso (fortuna son pochi). Non so se son felice o meno quando la apro perché non so' mai che tipo di memoria salta fuori. Dentro non è ordinata, proprio come i mie pensieri, i ricordi vengono alla luce da soli e se ne cerco uno in particolare non sempre riesco a trovarlo. Nella mia immaginazione, nella quale è immersa, si presenta come un baule dalle linee decise e il coperchio bombato. Non è sigillata e forse per questo che a volte taluni ricordi vi escono senza farne più ritorno, ed altri vi entrano senza che io li abbia mai conservati. Della mia "scatola" son molto geloso, mi capita di guardarci dentro ogni tanto, ma sempre con apprensione, ogni volta che mi avvicino al coperchio ho sempre il timore che qualcosa di spiacevole faccia capolino. In ogni caso, non è proprio del mio rapporto con la mia scatola di cui volevo scrivere, ma soprattutto della malevola sensazione che suscita nelle persone che mi stanno attorno. Innanzitutto è vista come una caratteristica di infantilità, cosa tra l'altro giudicata sconveniente per un uomo di quasi trent'anni tra l'altro padre di famiglia. Ma, mentre delle considerazioni sulla mia infantilità me ne fotto... e cerco di restar bambino per quanto più possibile, la cosa di cui mi dolgo maggiormente è il fatto che, volendo tenere per me e solo per me il contenuto di questa scatola, mi si faccia sentire in colpa per la gelosia con cui impedisco a chiunque di osservare oltre il coperchio. Perché condividere tutto? Le emozioni, i ricordi, i segreti... Non sono d'accordo!!! Segreti così son e tali devono restare. Anche se, ammetto, che ci siano segreti che spesso chi ne è proprietario lì racconta spacciandoli come tali, ma vorrebbe, in cuor suo, siano divulgati come santini in chiesa. La vostra scatola??
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